No Ombrina mare / no Tav

16 AGO 20
Immagine di No Ombrina mare / no Tav
Una ondata onirica e bucolica investe progetti infrastrutturali e di crescita. Una marea montante dal sapore anticapitalistico sommerge opportunità si sviluppo. L’intervento Galli Della Loggia si pone in quella scia che, a valanga, da Val di Susa scende lungo l’Adriatico. Gli argomenti tecnici su cui ritiene di far leva lo studioso sono stati smontati pezzo pezzo. Ed era gioco facile. Quello che vorrei mettere in risalto non sono neanche quelli di natura ideologica. E ce ne sono. Ma sarebbe, anche qui gioco facile(a quale altra categoria potrebbero appartenere iperboli con cui dissemina il suo dire: “mostruosità”, “snaturamento dei luoghi”, così come la retorica enfatica delle “bombe ecologiche”, dei territori che si sbriciolano?). Quanto la speciosità pseudo-culturale del contrapporre il passato innocente ad un presente corrotto da infimi e oscuri interessi. E sì che la polvere del tempo nobilita le cose. Ma si finge di non sapere che i santuari di cui ci sente vestali tutelari (“antiche fabbriche, giardini, ville nobiliari, ninfei, fortificazioni”), per limitarci a Roma che l’autore vorrebbe eleggere a luogo simbolico dell’Italia ideale, altro non furono alla loro epoca che vere e proprie violenze paesaggistiche (“mostruosità”, si direbbero oggi). Vogliamo parlare del Colosseo e della Velia? Delle vie consolari e delle loro opere di impatto ambientale? Degli acquedotti? I romani, si sa, in quel campo non andavano per il sottile. Perché anteponevano alla retorica il bene e l’interesse pubblico in termini di crescita, risorse e cose concrete. Oggi, soprattutto in tempi di crisi, il conservatorismo paesaggistico, in cui spesso sconfina la “tutela” (che è altra cosa), al servizio più di ideologie e degli interessi ad esse correlati che non all’interesse generale, rappresenta un lusso intellettuale che non ci possiamo permettere di pagare.